In viaggio con l'iPad: primi commenti ed impressioni sul nuovo gioiellino della Apple

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Quale occasione migliore, per “recensire” l’iPad, di un lungo e noioso volo intercontinentale? Nessuna, mi sono detto, ed eccomi quindi a cominciare questo resoconto di viaggio mentre attendo di imbarcarmi da San Francisco per tornare in Italia.

Non ho nemmeno cominciato a scrivere che una persona appena seduta dietro di me ha tirato fuori il suo iPad e mi ha detto “how much I love this thing”, dicendomi poi che questa notte non ha dormito per provarlo. Coincidenza? In realtà questa mattina in albergo l’ho visto ad una persona che ci leggeva il giornale a colazione, mentre ieri sera una signora lo aveva a tavola a cena, quindi i 600.000 che, si dice (ora che chiudo il post ho letto che sono poco più della metà, ma poco importa direi), la Apple abbia venduto il primo giorno già si vedono in giro e sono, palesemente, oggetto di curiosità e invidia.

Comunque cerchiamo di procedere con ordine. Ho acquistato il mio iPad ieri mattina nel principale Apple Store di San Francisco, quello a Stokton dove, avendolo riservato dall’Italia, mi sono recato verso le 7 del mattino per trovare davanti a me già una discreta fila sia di persone che lo avevano prenotato sia di altri che avrebbero atteso la fine della fila dei prenotati. Vetrine coperte di nero, ragazzi dell’Apple Store in negozio dalle 3 del mattino per allestire e preparare il tutto e cortesia e professionalità già dall’impostazione delle file.

Durante l’attesa siamo stati rifocillati con ciambelle, caffè ed acqua e sono state distribuiti da terzi sia altri generi di conforto che materiali promozionali di applicazioni per iPad e accessori. Mentre eravamo in fila il personale del negozio è anche passato per controllare se andava tutto bene con le nostre prenotazioni, verificando prima con il responsabile eventuali problemi. Intanto blogger s, fotografi e incaricati di siti, televisioni, etc. Facevano foto e riprese della coda che si stava allungando fin dietro l’isolato. Io ero dietro ad un gruppo di insopportabili collaboratori di PcWorld, anche loro in fila per potersi aggiudicare l’oggetto su cui già ironizzavano, essendo quello il loro mestiere.

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Alle 9 e’ stato tolto il velo di plastica adesiva dalle vetrine, allestite ovviamente con l’iPad, e un fragoroso applauso ha accolto sia l’apertura del negozio che il primo cliente, uscito pochissimi minuti dopo tra uno scroscio di applausi. La cosa impressionante è stata la velocità con cui la fila si consumava. In pochi minuti ero alla porta, dove sono stato assegnato ad uno specialist che mi ha portato a scegliere gli accessori, ha provato a vendermi una decina di altre cose e poi mi ha velocemente fatto pagare con carta di credito e spedito la ricevuta via email, tutto attraverso il suo iPhone.

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All’uscita applausi e poi di corsa in albergo a provare il gioiellino (sono stato appena interrotto da un addetto dell’aereoporto che ha voluto sapere tutto dell’iPad ovviamente) con un rapidissimo (altra interruzione con le congratulazioni) unboxing cui e’ seguito il collegamento al portatile per l’attivazione che avviene tramite il solito iTunes prontamente aggiornato alla versione 9.1.

Dovendolo sincronizzare con il portatile, che non è il mio computer principale, sono stato moderato nell’installazione di applicazioni e nell’acquisto di contenuti multimediali, puntando prevalentemente sui contenuti gratuiti, ma noleggiando anche un paio di film e prendendo qualche applicazione a pagamento, visto che il giorno dopo avrei dovuto affrontare un lungo viaggio e l’obiettivo era, appunto, provare quante più sfumature possibili dell’iPad.

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A questo punto però stacco la spina, la batteria è ora carica al 100%, e vado a fare un giro prima dell’imbarco. Continua…

In volo da pochi minuti, la batteria è ovviamente ancora al 100% e cerco la posizione ideale per continuare a scrivere un po’ senza usare il tavolino. Se scrivere tenendo l’iPad in mano, sia in orizzontale che in verticale si è per ora dimostrato piuttosto difficile sto agevolmente trovando ottime posizioni per farlo tenendolo appoggiato sulle gambe e/o su qualsiasi superficie tipo tavolini, tavoli e bracciaoli delle sedie, aiutato in questo dalla custodia originale della Apple che inizialmente non mi aveva convinto al tatto, ma si sta dimostrando davvero utile, non solo come protezione ma proprio come ausilio alla scrittura, in quanto la sua ruvidezza rende l’iPad aderente ai vestiti e facilita il piazzamento in posizioni anche strane che finiscono però per essere comode per la scrittura.

In assenza di una superficie d’appoggio posso dire che per ora l’iPad, anche per scrivere, batte il portatile, nel mio caso un Air, mentre devo ancora provarlo a lungo su una superficie d’appoggio, tipo un tavolo, dove comunque la custodia stessa del nuovo devi Apple rende molto comodo scrivere con la piccola angolazione che garantisce.

Prima di cominciare a scrivere ho disattivato sia il wi-fi che il Bluetooth e, messe le cuffie, mi sono messo ad ascoltar un po’ di musica. Ieri lo ho anche utilizzato senza cuffia e devo dire che la resa dell’altoparlante interno mi è sembrata comunque ottima.

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Sto scrivendo questo resoconto usando l’applicazione preistallata delle note, che mi sembra tra quelle che ho la più comoda, soprattutto se utilizzata in modalità orizzontale, quella che garantisce la disponibilità della tastiera più ampia, anche se ha tratti scrivo in orizzontare. Dovendo questo testo finire in un post sul mio blog avevo anche ipotizzato di scriverla usando l’applicazione WordPress per iPad, dove ho già configurato il mio blog, ma l’applicazione mi e sembrata tutt’altro che stabile e quindi ho deciso di partire da qui.

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Nel frattempo ho aperto il tavolino, girato l’iPad di 180° e, in un attimo sono passato alla posizione di scrittura tipo dattilografa di MadMen praticamente senza smettere di scrivere. Sta arrivando il rancio, quindi mi prendo una pausa dalla scrittura e, nell’attesa, faccio partire una puntata di Dr. House che mi sono perso su Italia 1 e ho scaricato ieri sera prima di partire dall’iTunes Store. Sono passati circa 22 minuti da quando ho cominciato a scrivere e ascoltare la musica e la batteria è ancora al 100%. Continua…

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Dopo 45 minuti di House, circa 70 minuti di attività totali, la batteria e’ scesa al 95% e penso sia arrivato il momento di parlare un po’ dell’oggetto in generale. Leggero, maneggevole, come ho detto non e’ facile scrivere tenendolo direttamente in mano anche se usando i pollici si può comunque scrivere, anche se lentamente, quando è in posizione verticale. Tutte le altre attività, invece, possono essere fatte tenendolo comodamente con una mano e usando l’altra per toccare lo schermo, con estrema naturalezza, come avendo in mano un libro o una rivista. L’ingombro, pur essendo più impegnativo di un Kindle, è veramente minimo, poco più della metà di una Air, e il peso davvero impercettibile, ma la sensazione di solidità è analoga a quella del telefonino della mela, pur se la maggiore dimensione lo rende probabilmente vulnerabile ad un tipo di sollecitazioni diverse rispetto a quelle del telefono.

I maligni, che quando la Apple imbocca con decisione strade che altri avranno pure pensato ma non hanno certo mai avuto il coraggio di prendere con altrettanta decisione, hanno malignato che in fondo l’iPad è solo un iPhone più grande, ma basta tenerlo in mano pochi minuti per avere conferma di quanto era facilmente intuibile guardandolo in mano a Steve Jobs durante la sua presentazione. Come ho letto in questi giorni da qualche parte (la stampa americana è stata tutta iPhone centrica e quindi diventa difficile ricordare dove si è letto cosa) l’iPad assomiglia all’iPhone quanto una piscina assomiglia ad una vasca da bagno e penso che questo sia più che sufficiente per confermare che ci troviamo di fronte ad un’innovazione ancora più grande rispetto all’iPhone stesso.

Mentre due file davanti a me c’è un’altra persona che legge un libro con il suo iPad mentre sorseggia il caffè penso che ancora una volta Il prodotto messo sul mercato da Jobs sia qui ad indicare la strada che tutti gli altri, ora, troveranno il coraggio di seguire, segnando l’avvio di una nuova era in cui libri e giornali troveranno finalmente il loro sbocco digitale, su un device che occupa la loro stessa dimensione fisica, però ne amplifica le potenzialità esattamente come è accaduto quando il PC ha preso il posto della macchina da scrivere.

Libri e giornali, appunto. Oltre alle applicazioni la mia prima curiosità attivando l’iPad è stata quella di scaricare qualche libro digitale, sia dallo store Apple che da Amazon, attraverso l’apposita applicazione che ha subito provveduto a chiedermi se volevo scaricare anche qui i titoli che ho acquistato per il Kindle. Pochi secondi di attesa e mi sono ritrovato a sfogliare il libro che stavo leggendo sul Kindle esattamente dallo stesso punto in cui l’avevo lasciato.

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Non ho avuto modo di leggere a lungo, per verificare se la lettura sia più o meno stancante rispetto al piccolo lettore di Jeff Bezos, però nel breve periodo è sicuramente più gratificante, come è ovviamente più gratificante leggere manuali con illustrazioni e fotografie.

Mentre scrivo, altri 30 minuti buoni sono passati e la batteria è arrivata al 90%’, mi rendo conto che non ho detto nulla della configurazione iniziale dell’iPad sul quale ho subito attivato il mio account MobileMe (non l’ho sincronizzato con il portatile appunto) per trovarmi immediatamente sincronizzato tutto quanto utile ad un immediato utilizzo di tutte le funzioni di base -rubrica, mail, browser- dell’iPad. L’applicazione di mail è molto comoda e funzionale nella sua semplicità, con il pannello delle cartelle affiancato all’editor dei messaggi, che consiste in una riallocazione dell’equivalente applicazione per iPhone.

Al momento l’unica applicazione per iPhone che ho installato è quella di Facebook e devo dire che se la versione ridotta è poco fruibile (i tastini piccoli al centro sono difficili da raggiungere) la versione raddoppiata sgrana un po’ la risoluzione di linee e caratteri ma fa tutto quel che deve fare, anche se è evidente che il maggior spazio a disposizione va sfruttato e quindi mi auguro che le mie applicazioni preferite arrivino presto anche nella versione iPad.

Oltre che ai libri e ai video, la visione della puntata di House è stata spettacolare e fra poco passo a un film, ero anche molto interessato ai digital comics e mi sono quindi subito installato anche l’applicazione della Marvel per la quale ho subito scaricato alcuni albi. Anche qui la soddisfazione è stata massima, tanto che mi sono precipitato a scrivere su Facebook affinché anche Bonelli faccia qualcosa in proposito (la Disney l’ha già fatto su iPhone quindi immagino non si farà desiderare) perché i fumetti sono veramente belli da sfogliare su iPad, che raggiunge il massimo quando dalla versione pagina per pagina, orizzontale o verticale che sia, si passa con una risoluzione fantastica anche alla navigazione vignetta per vignetta… Così facendo, rii, mi sono riletto tutto il primo albo di Civil War ed è veramente bello poter zoommare nelle vignette e sfogliarle on delle transizioni ben inserite nel contesto della storia.

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A questo punto c’è ancora molto da dire, ma penso che mi prenderò un’altra pausa, con uno dei film che mi sono noleggiato dall’iTunes Store prima di partire, The Blind Side, che ancora non ho nemmeno capito se arriverà mai in Italia. Nel frattempo siamo arrivati a circa 130 minuti di utilizzo, gli ultimi 30 dei quali con numerosi cambi di applicazione e fotografie dello schermo, e la batteria è arrivata all’86%. Continua…

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Due ore e dieci minuti dopo di film, siamo quindi arrivati a 260 minuti d’uso e qualche ora di stand-by, la batteria è al 70% e per svegliarsi dopo il sonnellino sarebbe il caso di dedicarsi a qualche gioco. Sempre inattesa di capire cosa succederà con la sincronizzazione con un altro Mac (è una delle dinamiche che ancora mi sono più oscure) non ho scaricato molti giochi dall’App Store, ma tra questi c’è Harbour Master HD, disponibile gratuitamente per iPad, che mi sembra la migliore scelta per trascorrere qualche minuto di relax.

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La versione HD del gioco è ancora più divertente da questo formato, magari sui giochi torneremo più avanti, però dopo una ventina di minuti mi devo fermare perché è arrivato il momento dell’atterraggio, nel frattempo, dopo 280 minuti totali circa, la batteria è arrivata al 65%. Continua…

Se il controllo sicurezza negli USA era stato tranquillo, giusto qualche curiosità e “congratulations” da un paio di addetti, a Francoforte la cosa è stata un po’ più complicata, visto che mi sono dovuto esibire in una veloce dimostrazione di funzionamento e ho dovuto poi seguire un’addetto alla sicurezza ad un “controllo esplosivi” dove, in pratica, hanno strusciato tutto l’apparecchio con una versione immagino tecnologicamente avanzata di una cartina di tornasole che è stata poi inserita dentro un’apposito apparecchio. Hanno provato a dire che dovevano trattenerlo per fare ulteriori controlli, ma ovviamente scherzavano… anche se io ho avuto del terrore reale.

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Dopo 300 minuti circa di funzionamento e con la batteria al 64% mi rendo conto di non aver ancora parlato della navigazione su internet, che è in realtà la prima cosa che ho fatto, andando immediatamente a scoprire come si navigava su ScreenWEEK.it, sia sito che blog. La navigazione è fluida e veloce e a dimostrazione di quanto in teoria già sapevamo da centinaia di anni il modo più naturale di navigare su Internet, ovvero leggere un iperteso, è quello di usare le dita e non certo un mouse, una trackpad o qualsiasi altra diavoleria. Così come sfogliamo un libro ci troviamo con estrema naturalezza a sfoglia un sito, con in più la possibilità di interagire con i link, le immagini e gli altri oggetti in un modo del tutto nuovo. Visto che i siti ne sono pieni manca ovviamente la possibilità di usare flash e per quanto la cosa possa avere i suoi lati negativi il successo di questo device potrebbe essere l’inizio del declino del popolare tool che a me piace ancora considerare di Macromedia… che se fosse ancora tale forse avrebbe saputo prendere nuove strade.

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Mancando flash, manca anche la possibilità di vedere i video .flv, ma immagino che tutti si adegueranno, offrendo anche il formato video adatto all’iPad, primo passo di una generale, probabile, revisione del come i video vengono distribuiti su Internet.

Comunque leggevo su carta, Wired per la precisione, l’analisi sul probabile impatto futuro dell’iPad, uno dei cui punti cardine e’ il passaggio dalle GUI alle MUI, le interfacce con cui interagiamo con i gesti, gli occhi e la voce. Ancora una volta, si dice, non le ha inventate Apple, però, ancora una volta, Apple è la prima che prende un’insieme di innovazioni e le mette con decisione all’interno di un prodotto in cui crede e che viene lanciato con tutta la forza di cui il marketing Apple, che poi vuole ancora dire il carisma di Steve Jobs, può fare. Non importa, appunto, se come lo stesso Wired diceva l’iPad possa cannibalizzare i portatili di fascia bassa e lo stesso iPhone, importa invece che dopo aver proposto per primi l’interfaccia grafica per l’interazione col Pc ed averci puntato sopra totalmente con un prodotto, il Mac, dopo aver reso palese a tutti che il computer sarebbe diventato l’hub di tutta la nostra vita presentando un concetto inizialmente deriso, ancora una volta, ma che oggi è dato per scontato da tutti, dopo aver offerto il miglior ambiente per la fruizione moderna della musica e rivoluzionato il telefonino Jobs ci abbia messo sulla strada verso il futuro.

E’ vero l’iPad ha dei limiti. Il modello solo wi-fi innanzitutto, ma è chiaro che l’assenza della telecamera già si sente e che il multitasking, dopo che una prima nuova generazione di lettori di quotidiani e libri avrà abbracciato l’apparecchio, sarà sicuramente una delle prime migliorie da aggiungere, ma tutti questi limiti poco importano se confrontati intanto con la rivoluzione avviata nei modelli di interazione e in secondo luogo col fatto che si tratta di limiti che ci sono solo per essere superati, con il tempo.

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Ci sono già, fin da prima della sua uscita, molte valide alternative all’iPad, anche se quando vedo far confronti tra le caratteristiche hardware dei device non manco mai di notare quanto si tenda a dimenticare che una Ferrari può anche essere più performante di una Panda 4×4, ma è del tutto inutile su una mulattiera. Il paragone non sarà stringente ma quello che voglio dire è che spesso si dimentica di inserire l’hardware in un contesto che va al di là anche del software che ci può girare sopra, per includere più in generale il “sistema” in cui tutto questo viene inserito e dall’hub digitale di cui sopra, di cui l’iPod è stata la prima grande emanazione, l’iPad integra e estende tutti i pregi, a cominciare dalla semplicità e dalla legalità,di un sistema che funziona, permettendo di avere non solo un hardware dalle implicite qualità, ma anche un sistema per approvvigionarlo di tutto quel che serve per istruire, intrattenere e lavorare in totale e libera mobilità, col serio rischio che l’iPad possa arrivare questa estate anche in spiaggia con molta più naturalezza di quella con cui ci arriva un portatile, che non useresti certo mai per leggere una rivista.

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Passando alle riviste per ora mi sono scaricato solo l’applicazione del WSJ. Siamo ancora lontani dalle simulazioni che hanno imperversato in queste ultime settimane, anche se ho intravisto alcune applicazioni che mi riprometto di provare nei prossimi giorni, però anche in quel caso, per la prima volta, mi sento di dire di non avere nostalgia della carta, così come è stato per il primo fumetto.

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Tra le varie recensioni che ho avuto modo di leggere prima di cominciare a farmi la mia opinione è stata proprio quella del WSJ che ho trovato più pertinente e valida dal punto di vista dell’opportunità di mercato aperta da questo prodotto che, inserendosi tra il telefono e il Laptop, potrebbe rimanerne schiacciata o allargarsi bel oltre i suoi confini teorici, confini che secondo me supererà agevolmente grazie all’infinita creatività di chi, sviluppando applicazioni per l’iPad, è pronto ad a offrire infinite risposte a problemi che magari non sappiamo nemmeno di avere, ma in cui un giorno ci imbatteremo, esattamente come accade per lo sviluppo di applicazioni per computer. In questo la chiusura del sistema di acquisto/installazione di un’applicazione è in questo momento più un vantaggio che un limite percepibile e anche in questo caso bisogna vedere se in futuro sarà sempre così.

Anche perché non penso che l’accesso al mondo delle web Applications sarà mai limitato pur se è da Google Chrome che molte di queste novità passeranno. Gmail è già magnificamente ottimizzato per iPad, mentre la cosa seccante è che Google Reader, non scrollando i frame interni verso il basso, sia ben poco fruibile nella sua interfaccia web normale e poco performante in quella mobile, ma penso che sarà una delle prossime cose che andranno a risolvere. Nel frattempo sono alla ricerca di una buona applicazione per leggere i feed, non avendo trovato niente di tanto buono, almeno per ora e gratuitamente, quanto il servizio di Mountain View.

Siamo arrivati a circa 360 minuti e la batteria è al 54%, è quasi arrivato il momento dell’imbarco sul volo per l’ultima tratta nella quale mi dedicherò ad un altra puntata di una serie tv, prima di provare a concludere questo resoconto/recensione commento sull’iPad. Continua…

Un’altra puntata di House, 400 minuti totali, e la batteria e’ “finalmente” scesa sotto il 50%, direi in piena proporzione rispetto alle indicazioni Apple che parlano di oltre 10 ore di durata. La sensazione e’ che la batteria vada via più velocemente quando si passa da un’applicazione all’altra piuttosto che nell’uso continuativo della stessa, anche se si tratta della visione di un video, comunque da quel punto di vista non posso che esprimere piena soddisfazione per un oggetto che e’ stato in grado di farmi scrivere, leggere e vedere film durante un viaggio che complessivamente è durato più di 18 ore.

Ci sarebbe tanto altro da dire, ma il viaggio è finito e quindi lo dirò in altre occasioni, concludendo, per ora, non posso fare a meno di osservare che non ho mai scritto tanto in un viaggio quanto con questo iPad, che al minimo manda in pensione anticipata il Mac Book Air in quanto svolge, anche meglio, tutte le funzioni dello stesso. La portata dell’iPad, comunque, va ben oltre questo semplicemente perché, come altre volte nella storia di Apple, introduce un cambiamento di paradigma che alcuni accolgono a braccia aperte, altri guardano con ironia e diffidenza, altri ancora non capiscono, ma ancora una volta Steve ha fatto centro e il futuro è nato in casa Apple.

Inviato da iPad

Info su Davide Dellacasa

Publisher di ScreenWeek.it, Episode39 e Managing Director del network di Blog della Brad&k Productions ama internet e il cinema e ne ha fatto il suo mestiere fin dal 1994.
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11 risposte a In viaggio con l'iPad: primi commenti ed impressioni sul nuovo gioiellino della Apple

  1. Gabcon scrive:

    Complimenti per il resoconto. È stato un piacere leggerlo ;)

  2. Davide scrive:

    Grazie :) ti posso assicurare che è stato un grande piacere scriverlo!

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  4. Ruthven scrive:

    Mi associo a Gabcon: complimenti per il post!

    I riflessi dello schermo o la sua brillantezza non danno fastidio quando leggi un libro? (sto pensando al Kindle che è perfetto in questo senso)

  5. Davide scrive:

    @Ruthven,
    intanto grazie per i complimenti. Sul riflesso posso dirti che fino ad adesso l’ho trovato più fastidioso in teoria che in pratica. Cioè il riflesso c’è, è evidente anche da molte delle foto che ho postato in cui l’iPad è quasi uno specchio, però poi all’atto pratico non mi sono ancora capitate situazioni di luce in cui me ne sia derivato un vero fastidio nella lettura e nell’uso dell’iPad. Per ora l’ho usato prevalentemente al chiuso, in ufficio/casa/aeroporto/aereo e all’aperto non certo in situazioni soleggiate. Vista l’esperienza con l’iPhone dubito che sia facile leggere un libro in pieno sole, però quella è una situazione limite in cui hai difficoltà anche con la carta, pure quella emulata in modo egregio, concordo con te, dal Kindle.

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