Eccomi, appena rientrato in Italia, con un po’ di cronache da San Francisco.
Nel mio viaggio ho avuto il grande onore e piacere, per il quale non ringrazierò mai abbastanza la Disney, di visitare la Pixar e di assistere alla conferenza stampa della Encom.
Ciliegina sulla torta, sabato 3 aprile alle ore 7 ero in fila all’Apple Store di San Francisco, in attesa di mettere le mani sugli iPad che avevo prenotato dall’Italia.
A quell’ora la fila, anche se dovrei dire le file visto che c’era distinzione tra chi aveva la prenotazione e chi no, non erano molto lunghe ed erano formate prevalentemente da persone venute lì ben organizzate e ben preparate, con sedie, poltrone, ed ogni altro genere di confort.
Il personale Apple, che in realtà aveva cominciato a lavorare alle 3 del mattino, ha subito organizzato le file e, dopo poco, fornito generi di conforto e verificato le prenotazioni.
C’erano anche incaricati di “terze parti” a distribuire cartoline e gadget pubblicitari di applicazioni e/o accessori e/o servizi per l’iPad.
Di fronte a me un gruppo di persone che con una certa maleducazione si è allargato da 1 a 5 persone mi ha fatto pensare per un attimo di essere in Italia, poi ho scoperto dai loro discorsi che none erano italiani, ma collaboratori di PcWorld che volevano ognuno il proprio iPad per poterne parlare male. Avrei dovuto capire che il gruppo si sarebbe infittito dalla quantità di caffe che si erano portati i primi due.
Comunque la fila si ingrossava, e molto anche alle mie spalle e un’oretta dopo il mio arriva girava dietro l’angolo.
Alle 9, puntualissimo, un applauso ha accolto l’apertura delle porte e a quel punto la fila a cominciato a scorrere molto velocemente.
Le vetrine erano state ovviamente allestite con un bell’iPad al centro e uno sfondo dedicato alle sue principali applicazioni.
Sulla soglia del negozio il personale che aveva verificato le liste delle prenotazioni ti accoglieva per assegnarti al primo specialist libero, che accompagnava fuori dalla porta chi aveva già avuto il suo iPad.
Applausi sia per chi entrava, ovviamente i più fragorosi sono stati per il primo acquirente, sia per chi usciva. Da parte mia applausi al personale e all’organizzazione Apple, visto che in meno di 30 minuti ero diretto verso l’albergo con il mio nuovo gioiellino e accessori nella busta e a mezzogiorno circa, quando sono di nuovo passato lì davanti, la fila era in gran parte stata smaltita.
Nei prossimi post unboxing e prima recensione.




























Cristo due ore in piedi!